Vi siete mai chiesti quali sono gli ingredienti di una scoperta capace di cambiare la vita di milioni di persone? Perseveranza, intuizione e lavoro di squadra sono quelli messi in campo dal medico canadese Frederick Banting e dal ricercatore Charles Best. È il 27 luglio 1921 e in un laboratorio dell’Università di Toronto viene isolata l’insulina, una molecola destinata a cambiare la storia della medicina. Ma perché la sua scoperta è stata ed è tutt’oggi così rivoluzionaria? L’insulina è un ormone prodotto dalle cellule β delle isole di Langerhans del pancreas e funziona come “chiave d’accesso” per il glucosio, permettendone l’ingresso nelle cellule dove viene utilizzato come fonte di energia.
Quando questo meccanismo si inceppa, perché il pancreas non produce l’insulina o l’ormone non agisce correttamente, il glucosio rimane in circolo causando un aumento di zuccheri nel sangue e contribuendo allo sviluppo del diabete. Oggi questa malattia è molto diffusa a livello mondiale e, secondo l’Istituto Superiore di Sanità, circa 4 milioni di persone ne soffrono solo in Italia. A più di un secolo dalla scoperta di Banting e Best, le terapie moderne hanno reso il diabete più gestibile, aumentando aspettativa e qualità di vita dei pazienti. Nei primi anni del Novecento, la situazione era molto diversa e una diagnosi di diabete lasciava poche possibilità di sopravvivenza. Le cure disponibili erano diete a basso contenuto calorico che rendevano i pazienti sempre più deboli senza riuscire a fermare la malattia. L’impresa di Banting e Best si snoda in una vicenda ricca di tentativi e perseveranza, che può essere approfondita in classe con il podcast Zanichelli “Insulina 100” e contenuti come “Scoperte serendipiche – La scoperta dell’insulina” dell’AIRC, che ne raccontano tappe e curiosità. Il momento decisivo di questa storia arriva nel gennaio 1922, quando il giovane Leonard Thompson è il primo paziente a ricevere iniezioni di insulina e a trarne beneficio. Nel 1923, la ricerca di Banting riceve il Premio Nobel per la Medicina.
Negli anni successivi la produzione di insulina diventa sempre più efficace, sostituendo quella di origine animale con i suoi limiti legati a reazioni allergiche e disponibilità limitata. La vera svolta si verifica negli anni Settanta con le biotecnologie e il DNA ricombinante: inserendo il gene dell’insulina nelle cellule batteriche, gli scienziati riescono a trasformare i batteri in “fabbriche viventi” capaci di produrre l’ormone in grandi quantità. Per esplorare le fasi del clonaggio, ripercorrere la storia e svolgere con i tuoi studenti attività di simulazione c’è la risorsa didattica “Verso il primo farmaco ricombinante” a cura dell’European Molecular Biology Laboratory, che offre un percorso completo e strutturato sul tema.
Porta in classe una delle scoperte più rivoluzionarie della medicina moderna!